Capitolo 31 – La Conquista della Mecca #
Dopo la vittoria di Khaybar e il successo dell’Omra il dominio del politeismo stava vivendo in Arabia le sue ultime ore, tutto era ormai pronto per la spallata finale.
La Rottura della Tregua #
Il casus belli venne fornito dalla rottura della tregua da parte dei Banū Bakr, una tribù politeista e dall’aiuto che i Coreisciti le fornirono. Le vittime erano Banū Ka’b, una tribù alleata del Profeta (pbsl) che corse a Medina a chiedere aiuto.
Quando i notabili della Mecca si resero conto della conseguenza di quello che era avvenuto tra i Banū Bakr e i Banū Ka’b, inviarono Abu Sufyān a rinegoziare un accordo. Il Profeta (pbsl) rifiutò di acconsentire alle sue richieste senza peraltro dirgli chiaramente che considerava rotta la tregua. Il coreiscita ritornò alla Mecca per nulla tranquillizzato, mentre a Medina si cominciavano a fare i preparativi per una nuova spedizione militare.
La Mobilitazione #
Come era suo costume, Muhammad informò del suo obiettivo solo i fedelissimi. Furono chiamate a raccolta tutte le tribù alleate e quando l’armata si mise in marcia nei primi giorni del mese di Ramaḍān dell’VIII anno dopo l’Egira, si mossero oltre diecimila uomini. Nel corso della marcia l’Inviato di Allah (pbsl) accettò tra i suoi un altro migliaio di cavalieri della tribù dei Banū Sulaym, alla quale apparteneva una sua ava, la madre di Hāshim il fondatore del suo clan famigliare.
La Guerra Psicologica #
Quando furono ai limiti del territorio sacro il Profeta mise in atto uno stratagemma di guerra psicologica. Ordinò a tutti gli uomini di sparpagliarsi e cercare legna. Appena sopraggiunta la notte ognuno di loro avrebbe dovuto accendere un fuoco.
Lo spettacolo che gli osservatori meccani videro fece loro accapponare la pelle. Valutando la quantità dei fuochi, sembrava che l’armata accampata fosse di gran lunga superiore ai dieci, dodicimila uomini di cui si era parlato.
La Conversione di Abu Sufyān #
Di nuovo Abu Sufyān fu incaricato di convincere il Profeta a desistere dall’attaccare la città. Per tutta risposta egli lo invitò ad abbracciare l’Islàm, cosa che quello fece l’indomani mattina, dopo aver constatato la devozione con cui i credenti trattavano Muhammad.
Valutando appieno l’opportunità di non umiliarlo, l’Inviato di Allah (pbsl) stabilì le condizioni della resa della città.
Le Condizioni della Resa #
“Chi sarà nella casa di Abu Sufyān sarà salvo – proclamò –; chi starà dietro la porta della sua casa sarà salvo; chi entrerà nel Recinto Sacro sarà salvo.”
Dopo aver visto il dispiegarsi dell’esercito che metteva in opera il piano predisposto dal Profeta, Abu Sufyān si precipitò nella città gridando a tutti l’inutilità di qualsiasi resistenza e le condizioni imposte per avere salva la vita.
L’Ingresso Pacifico #
Muhammad aveva ordinato ai suoi di non combattere se non attaccati e la conquista della città fu portata a termine senza quasi estrarre le spade dai foderi. Solo alcuni irriducibili al comando di Ikrimah attaccarono il contingente comandato da Khālid. Una trentina di loro furono uccisi contro due vittime di parte musulmana, gli altri furono volti in fuga.
La Purificazione della Ka’ba #
Quando tutta la città fu saldamente nelle mani dei credenti, il Profeta indossò la sua corazza e le sue armi e montando Qaṣwā si recò alla Ka’ba. Toccò la Pietra, fece i sette giri rituali e poi abbatté i trecentosessanta idoli che si trovavano nel Recinto Sacro recitando:
“È giunta la verità, la falsità è svanita. Invero la falsità è destinata a svanire” (Corano XVII,81)
Quindi si fece portare la chiave della Ka’ba e vi entrò con alcuni dei suoi. Ordinò che anche l’interno fosse purificato da ogni retaggio di culto idolatrico.
Il Perdono Universale #
Quando uscì parlò alla gente, che era uscita dalle case nell’ansiosa attesa delle sue decisioni, come parlò Giuseppe ai suoi fratelli quando annunciò loro di averli perdonati:
“Oggi non subirete nessun rimprovero! Che Allah vi perdoni, Egli è il più misericordioso dei misericordiosi” (Corano XII,92)
Sulla collina di Ṣafā ricevette la sottomissione dei meccani e anche quelli che erano stati i suoi più irriducibili nemici furono perdonati. Anche Hind, che aveva masticato il fegato di Ḥamza dopo Uḥud, anche Ikrimah che aveva combattuto fino all’ultimo minuto.
La Data Storica #
Era il ventesimo giorno del mese di Ramaḍān dell’anno VIII dall’Egira (630 d.C.), erano passati vent’anni dall’inizio della rivelazione del Corano.
Il Significato della Conquista #
La conquista della Mecca rappresentò molto più di una semplice vittoria militare:
Trionfo Spirituale #
La purificazione della Ka’ba segnò il ritorno alla purezza del culto abramico e la fine dell’idolatria.
Unificazione dell’Arabia #
Con la caduta della Mecca, centro spirituale e commerciale dell’Arabia, l’unificazione della penisola sotto l’Islam divenne inevitabile.
Modello di Clemenza #
Il perdono generale ai nemici stabilì un precedente di magnanimità nella vittoria che caratterizzerà le future conquiste islamiche.
Compimento della Missione #
Dopo vent’anni dalla prima rivelazione, il Profeta tornava nella città natale come conquistatore e purificatore.
Fine del Politeismo Arabo #
La distruzione dei 360 idoli simboleggiò la fine definitiva del politeismo nella penisola arabica.
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